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Donne che escono dai muri: La mostra di Marina Lubrano ad Alveare Culturale

11 de julio de 2026Pablo Navarro6 min

Testo Originale Rielaborato

L'artista Marina Lubrano presenta la sua esposizione "Donne che escono dai muri" presso l'Alveare Culturale di Milano, uno spazio vivace e accogliente in Via Imbonati 12. Lubrano descrive la sua arte come un mezzo per esprimere la sua esperienza femminile, nata da un "abbraccio mancato" che l'ha spinta a creare "contenitori simili ad abbracci". Fin dall'ingresso, l'Alveare Culturale accoglie i visitatori in un'atmosfera intima e stimolante, ideale per il dialogo artistico.

Le opere di Lubrano, che raffigurano donne che emergono dalle pareti, permeano lo spazio espositivo, attingendo sia dalla memoria personale dell'artista che da quella collettiva. La sua ricerca affonda le radici nel femminismo italiano degli anni Settanta, un periodo cruciale per l'autodeterminazione femminile e la creazione di luoghi di ascolto e condivisione. Lo slogan "Io sono mia" incarnava il rifiuto del possesso patriarcale sull'identità e sul corpo femminile, e Lubrano traduce questa esigenza in pratica artistica. L'artista, già volontaria nei consultori autogestiti dell'epoca – spazi di comunità alternativi alla medicina tradizionale – esplora il concetto del "contenitore" come simbolo di accoglienza e custodia, ma senza confinare. Le sue opere rivelano il bisogno di storie di emergere e trovare il proprio contesto, evitando di rimanere imprigionate. Questo paradosso, che vede il contenitore come strumento di libertà, è il principio fondante della sua esposizione.

Il lavoro di Marina Lubrano si sviluppa attraverso una dimensione circolare di relazioni e narrazioni, dove pittura, materia e parola si fondono. L'artista, con una formazione in ceramica, utilizza spesso vasi e ciotole, intrecciati con rami e fibre naturali, a testimonianza della sua profonda connessione con l'ambiente. Il gesto dell'intreccio simboleggia un legame tra interiorità e fragilità, resistenza e accoglienza, mantenendo la dialettica dell'accogliere per liberare come fulcro della mostra. Le poesie, affisse sulle pareti della sala principale, diventano un elemento vitale. Si tratta di versi di poetesse prevalentemente mediorientali come Maram Al Masri, Moniza Alvi e Joumana Haddad, insieme a Wislawa Szymborska. Queste narrazioni autonome, che esplorano temi come la maternità, la violenza di genere e l'identità femminile, amplificano la potenza espressiva delle opere di Lubrano.

Le pitture materiche dell'artista nascono spesso a terra, in un processo fisico ed emozionale profondo. Lubrano crea collage, stampe e disegni stratificati con pigmenti, tessuti, carte e fotografie, dando vita a superfici complesse e pulsanti. Anche qui, il gesto pittorico si manifesta come atto di contenimento e accoglienza, liberando emozioni in un movimento circolare. Alla dimensione personale si aggiungono le influenze dei viaggi e dell'infanzia trascorsa in Egitto. Incontri con diverse culture e storie di donne da luoghi lontani arricchiscono la visione di Lubrano, permettendo alle figure femminili di emergere con sfaccettature molteplici, talvolta opposte, riflettendo la complessità del mondo interiore e del contesto sociale, personale e politico.

La serie che dà il titolo alla mostra, "Donne che escono dai muri", incarna l'essenza dell'intento artistico di Lubrano. Le pareti non sono più solo limiti, ma materia di trasformazione da cui le figure femminili sembrano letteralmente emergere. I temi della delicatezza e dell'incisività, carichi di una forte espressività, si manifestano attraverso queste presenze liminali, sospese tra apparizione e materia, che si liberano da confini imposti. I processi di manipolazione digitale e stampa accentuano la visceralità e la complessità dell'esperienza femminile. L'Alveare Culturale propone un'esperienza immersiva e accogliente. Al centro della sala, due vasi invitano i visitatori a completare citazioni poetiche e a inserire riflessioni personali. In fondo, uno spazio intimo, separato dalle opere solo da un leggero tessuto, offre un punto di vista contemplativo, mantenendo una connessione emotiva diretta con l'intento artistico di Marina Lubrano e dell'Alveare Culturale.


Women Emerging from Walls: Marina Lubrano's Exhibition at Alveare Culturale

English Translation

Artist Marina Lubrano presents her exhibition "Women Emerging from Walls" at Alveare Culturale in Milan, a vibrant and welcoming space at Via Imbonati 12. Lubrano describes her art as a means to express her female experience, born from a "missed embrace" that prompted her to create "containers similar to embraces." From the moment one enters, Alveare Culturale envelops visitors in an intimate and stimulating atmosphere, ideal for artistic dialogue.

Lubrano's works, depicting women emerging from walls, permeate the exhibition space, drawing from both the artist's personal memory and collective experience. Her research is rooted in Italian feminism of the 1970s, a crucial period for female self-determination and the creation of spaces for listening and sharing. The slogan "Io sono mia" (I am my own) embodied the rejection of patriarchal possession over female identity and body, and Lubrano translates this need into artistic practice. The artist, previously a volunteer in the self-managed women's clinics of that era—community spaces offering an alternative to traditional medicine—explores the concept of the "container" as a symbol of welcome and safekeeping, yet without confinement. Her works reveal the need for stories to emerge and find their proper context, avoiding entrapment. This paradox, where the container acts as a device of freedom, is the founding principle of her exhibition.

Marina Lubrano's work unfolds through a circular dimension of relationships and narratives, where painting, material, and word merge. The artist, trained in ceramics, often uses vases and bowls, interwoven with branches and natural fibers, testifying to her deep connection with the environment. The act of weaving symbolizes a bond between interiority and fragility, resilience and acceptance, maintaining the dialectic of welcoming to liberate as the core of the exhibition. Poems, displayed on the walls of the main hall, become a vital element. These are verses by predominantly Middle Eastern poets such as Maram Al Masri, Moniza Alvi, and Joumana Haddad, alongside Wislawa Szymborska. These autonomous narratives, exploring themes like motherhood, gender-based violence, and female identity, amplify the expressive power of Lubrano's works.

The artist's mixed-media paintings often originate on the floor, in a deep physical and emotional process. Lubrano creates collages, prints, and drawings layered with pigments, fabrics, papers, and photographs, giving rise to complex and vibrant surfaces. Here too, the painterly gesture manifests as an act of containment and welcome, releasing emotions in a circular movement. Added to the personal dimension are the influences of her travels and childhood spent in Egypt. Encounters with diverse cultures and stories of women from distant places enrich Lubrano's vision, allowing female figures to emerge with multiple facets, sometimes opposing, reflecting the complexity of the inner world and the social, personal, and political context.

The series that gives the exhibition its title, "Women Emerging from Walls," embodies the essence of Lubrano's artistic intent. The walls are no longer mere limits but transformative matter from which female figures literally seem to emerge. Themes of delicacy and incisiveness, charged with strong expressiveness, manifest through these liminal presences, suspended between apparition and matter, freeing themselves from imposed boundaries. Digital manipulation and printing processes accentuate the visceral nature and complexity of the female experience explored by Lubrano. Alveare Culturale offers an immersive and welcoming experience. In the center of the hall, two vases invite visitors to complete poetic quotes and insert personal reflections. At the back, an intimate space, separated from the artworks only by a light fabric, provides a contemplative viewpoint, maintaining a direct emotional connection with the artistic intent of Marina Lubrano and Alveare Culturale.