Marco Fusinato al PAC Milano: Frequenze Estreme, Arte e Ribellione

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Il PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano ospita la prima monografica europea di Marco Fusinato, artista australiano di fama internazionale. Questa esposizione, intitolata THE ONLY TRUE ANARCHY IS THAT OF POWER – una citazione pasoliniana – ripropone il suo acclamato progetto della Biennale di Venezia del 2022. Curata da Diego Sileo e parte della Milano Art Week, la mostra sarà visitabile fino al 7 giugno 2026. L’esperienza immersiva è caratterizzata dal suono potente di una chitarra elettrica in alluminio, con amplificazioni massicce, feedback e dissonanze, accompagnato da una sequenza di immagini casuali su un imponente schermo LED di venti metri, che dipingono scenari di desolazione, paura, povertà e devastazione. L’opera di Fusinato invita il pubblico a confrontarsi con il caos sonoro e le complesse dinamiche di potere e ribellione.

Fusinato, nella sua duplice veste di artista e musicista, crea un dialogo tra suono e silenzio, frequenze eseguite dal vivo e una serie di immagini in scala di grigi. Queste ultime sono presentate sia in sequenza dinamica su schermo durante le performance, sia come serigrafie statiche nelle cinque sale del PAC, pensate per una riflessione più profonda e intima. La sua pratica artistica esplora i confini tra musica e arte visiva, utilizzando il rumore come strumento di sovversione. Il gesto artistico diventa così un atto politico, richiamando l’essenza della musica noise degli anni ’70, volta a disgregare le armonie convenzionali e le strutture di potere.

Marco Fusinato: Lo Spazio Espositivo Diventa Campo di Forza

Chi ha visitato la Biennale Arte 2022 ricorderà il suono metallico quasi assordante che ha permeato il Padiglione Australia per duecento giorni, un’installazione sonora estenuante e la più lunga performance live di Fusinato. Al PAC, l’artista si esibirà quotidianamente per l’intera durata dell’esposizione. Ogni giorno, al termine della performance dal vivo, la chitarra continuerà a risuonare in modalità ‘ambiance’, un eco persistente che attenderà di essere riattivato il giorno seguente. Fusinato si esibisce di spalle al pubblico, una scelta intenzionale che, come spiega, mira a “evitare distrazioni” e a “negare forme convenzionali di intrattenimento” che di per sé non lo interessano. Il suo obiettivo è creare un’opera scultorea non di materia fisica, ma di “vibrazioni che viaggiano nell’aria”. La sua chitarra in alluminio, leggera ma capace di un suono più ricco e metallico rispetto al legno, è descritta come una “scultura sonora vivente”, amplificata da un impianto ‘Science’ personalizzato.

Le immagini che animano le sale al piano terra e il grande ledwall fanno parte del progetto Desastres, anch’esso già esposto a Venezia e un chiaro omaggio a Goya. Si tratta di trenta monumentali serigrafie in scala di grigi che ritraggono scene di animali, opere d’arte, città devastate, insurrezioni politiche, figure armate e mappe satellitari, delineando un paesaggio visivo di intensa drammaticità.

Un’altra sezione della galleria ospita il celebre progetto MASS BLACK IMPLOSION, avviato nel 2007. Qui, Fusinato reinterpreta partiture d’avanguardia esistenti, trasformandole in “composizioni noise” attraverso disegni in scala 1:1. Compositori come Iannis Xenakis, John Cage, Roman Haubenstock-Ramati e Anestis Logothetis sono tra quelli “implosi”. L’artista connette ogni nota originale dello spartito a un punto casuale con una linea, creando una nuova partitura in cui tutte le note convergono per essere eseguite simultaneamente, generando un’unica e fragorosa condensazione sonora. Il percorso è arricchito da una selezione di vinili LP da 12 pollici, che raccolgono registrazioni dal vivo delle performance di Fusinato dal 2009.

Per questa esposizione, il PAC ha commissionato e Soundohm ha prodotto The Horizon is a Razor, l’ultimo LP solista di Fusinato. Registrato con la sua peculiare chitarra in alluminio, questo lavoro è un concentrato di distorsione estrema e amplificatori da 100 watt, spingendo il suono al limite della capacità degli altoparlanti.

Marco Fusinato: Dalla Scena Underground alla Musica Noise

Fin dalla sua prima pubblicazione nel 1996, Fusinato è un pilastro della scena underground di musica sperimentale. Le sue performance soliste di ‘noise’ per chitarra hanno calcato i palchi dei più prestigiosi festival internazionali. La sua musica è spesso descritta come “lastre” o “blocchi” di rumore, metafore che ne catturano la brutalità e la ricerca incessante di estremizzare il suono elettrico. Le sue esibizioni, talvolta di lunga durata, traggono ispirazione da maestri come Morton Feldman e John Cage, pur mantenendo un’estetica punk e caotica. Ha collaborato con figure iconiche quali Thurston Moore dei Sonic Youth e Bruce Russell dei Dead C.

Un altro progetto che riprende le tematiche di Mass Black Implosion è Double Infinitives, una serie in cui Fusinato elabora e ingrandisce fotografie d’archivio di manifestanti anonimi e scene di rivolta, amplificando il loro impatto visivo e concettuale.

Di rilevante impatto concettuale fu anche All the World’s Futures, un progetto commissionato per la 56a Biennale di Venezia del 2015, curata da Okwui Enwezor. Fusinato produsse un libro di 496 pagine, un’antologia di materiali militanti e critici tratti dall’Archivio Primo Moroni presso il COX 18 di Milano, custode di documenti fondamentali dei movimenti di sinistra, autonomisti e anarchici italiani dal dopoguerra a oggi. L’installazione prevedeva 10.000 copie del libro esposte su un imponente tavolo. In un’azione che l’artista ha definito un misto tra “Robin Hoodismo” e “riciclaggio di denaro”, i visitatori potevano prendere un libro in cambio di 10 €, lanciando la somma al centro del tavolo. La pila di denaro accumulata, priva di sorveglianza, divenne essa stessa una “scultura” per l’intera durata della mostra, raggiungendo un valore potenziale di 100.000 €. Alla conclusione, Fusinato raccolse i fondi in sacchi della spazzatura e li consegnò direttamente all’archivio, sostenendo la sua missione. Quest’opera, mercificando la storia radicale nell’ambiente elitario della Biennale, ha dimostrato come l’artista possa reindirizzare il capitale istituzionale verso i movimenti underground da cui proveniva il materiale originale.

Ricordare di Essere Vivi

«Il mio intento è creare una forma di allucinazione, un’euforia nel disorientamento e un esaurimento nella confusione, affinché il pubblico si ricordi di essere vivo», afferma Fusinato. In un’epoca in cui i media ci rendono insensibili a orrori e violenze, l’opera di Fusinato ci espone a una pressione acustica intenzionalmente fastidiosa. Questo disagio non è mero shock, ma un mezzo: l’impatto sonoro della musica noise, abbassando la nostra soglia di tolleranza, ci spinge verso un momento di risveglio e consapevolezza critica.


Marco Fusinato at PAC Milan: Extreme Frequencies, Art & Rebellion

The PAC Padiglione d’Arte Contemporanea in Milan presents the first European monographic exhibition of Marco Fusinato, an internationally renowned Australian artist. Titled THE ONLY TRUE ANARCHY IS THAT OF POWER – a quote from Pier Paolo Pasolini – this exhibition revisits his acclaimed project from the 2022 Venice Biennale. Curated by Diego Sileo and part of Milan Art Week, the show runs until June 7, 2026. The immersive experience is defined by the powerful sound of a reflective aluminum electric guitar, featuring massive amplification, saturated feedback, and dissonances. This auditory assault is paired with a cascade of random images on a twenty-meter LED screen, depicting scenes of desolation, fear, poverty, and devastation. Fusinato’s work challenges viewers to confront the intensity, sonic chaos, and ambiguities of power and rebellion.

In his dual role as artist and musician, Fusinato creates a dialogue between sound and silence, live-performed frequencies, and a series of greyscale images. These visuals are presented both dynamically on screen during performances and as static silk-screen prints in the five ground-floor rooms of the PAC, intended for prolonged, personal contemplation. His artistic practice constantly explores the limits of music and visual art, employing noise as a tool for disruption. The artistic gesture thus becomes a political act, echoing the core purpose of 1970s noise music: to dismantle conventional harmonies and power structures.

Marco Fusinato: The Exhibition Space as a Force Field

Visitors to the 2022 Venice Art Biennale will recall the almost unbearable metallic sound that filled the Australian Pavilion for two hundred days – Fusinato’s longest and intentionally grueling live performance. At PAC, the artist will perform live daily for the entire duration of the exhibition. Each day, after the live performance concludes, the guitar will continue to resonate in ‘ambiance’ mode, a persistent echo awaiting reactivation the following day. Fusinato performs with his back to the audience, a deliberate choice, as he explains, to “avoid distractions” and “deny conventional forms of entertainment” which don’t interest him. His aim is to create something sculptural, filling the gallery not with bronze or marble, but with “vibra-tions traveling through the air.” His lightweight aluminum guitar, capable of a richer, more metallic sound than wood, is described as a “living sonic sculpture” made of interpretations rather than images, amplified by a custom-built ‘Science’ sound system.

The images displayed in the ground-floor rooms and on the large LED wall are part of the Desastres project, also previously exhibited in Venice and a clear homage to Goya. These are thirty monumental greyscale silk-screen prints depicting animals, artworks, destroyed cities, political uprisings, armed figures, and satellite maps, outlining a visual landscape of intense drama.

Another section of the gallery houses the renowned MASS BLACK IMPLOSION project, ongoing since 2007. Here, Fusinato reinterprets pre-existing avant-garde scores, transforming them into “noise compositions” through 1:1 scale drawings. Composers like Iannis Xenakis, John Cage, Roman Haubenstock-Ramati, and Anestis Logothetis are among those “imploded.” The artist connects each original note on the score to an arbitrary point with a line, creating a new composition where every note is to be played simultaneously, resulting in a single, thunderous moment of sonic condensation. The exhibition journey is further enhanced by a selection of 12-inch vinyl LP releases featuring live recordings of Fusinato’s performances since 2009.

Finally, commissioned by PAC and produced by Soundohm specifically for this exhibition, is The Horizon is a Razor, Fusinato’s latest solo LP. Recorded with his unique aluminum guitar, this work is an overload of extreme distortion and 100-watt amplifiers, pushing the sound to the very edge of loudspeaker capacity.

Marco Fusinato: From the Underground Scene to Noise Music

Since his first publication in 1996, Fusinato has been a pillar of the experimental music underground. His solo guitar noise performances have graced stages at major international music festivals. His music is often described as “slabs of noise” or “blocks of noise,” metaphors that capture its brutal force and relentless pursuit of extreme electric sound. His often long-duration performances draw inspiration from composers like Morton Feldman and John Cage, while maintaining a punk and chaotic approach. He has collaborated with iconic figures such as Thurston Moore (Sonic Youth) and Bruce Russell (Dead C).

Another project that echoes the concepts of Mass Black Implosion is Double Infinitives, a series where Fusinato enlarges archival photographs of anonymous protesters and riot scenes, amplifying their visual and conceptual impact.

A project of significant conceptual impact was All the World’s Futures, commissioned for the 56th Venice Biennale in 2015, curated by Okwui Enwezor. Fusinato produced a 496-page book, an anthology of militant and critical materials from the Primo Moroni Archive at COX 18 in Milan, which preserves essential documents of Italian left-wing, autonomist, and anarchist movements from the 1960s to today. The installation featured 10,000 copies of the book displayed on a massive table. In an act the artist described as “part Robin Hoodism, part money laundering,” visitors were invited to take a copy in exchange for €10, which they tossed onto the center of the table. Without guards or surveillance, the growing pile of money remained exposed as a “sculpture” throughout the exhibition, potentially reaching a value of €100,000. At the project’s conclusion, Fusinato collected the funds in garbage bags and delivered them directly to the archive to support its ongoing struggle. By commodifying radical history within the elite context of the Biennale, Fusinato successfully channeled institutional capital into the underground movements that produced the source material.

Remembering to Be Alive

«My intention is to create a kind of hallucination, an euphoria in disorientation and an exhaustion in confusion, all to make the audience remember that they are alive,» states Fusinato. In an age where media desensitizes us to every horror and violence, Marco Fusinato’s work subjects us to deliberate and physically discomforting acoustic pressure. This discomfort is not an end in itself; rather, the sonic impact and noise music, by reducing our tolerance threshold, compel us toward a moment of critical awakening.

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